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venerdì 7 marzo 2014

IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE REPARTO DI RADIOTERAPIA

L'impianto, a servizio del reparto di radioterapia, è stato progettato da Microclima & Energia e realizzato presso l'Ospedale Civile SS Trinità di Sora (FR).
La climatizzazione,nei locali Acceleratore, è del tipo a tutta aria esterna mentre negli altri locali il sistema aeraulico provvede al solo ricambio d'aria in ottemperanza alla normativa vigente.
Non essendo previsto alcun tipo di recupero del calore la rete aeraulica di aspirazione dai servizi è stata collegata alla rete generale di ripresa/espulsione.
Alla climatizzazione provvedono elementi terminali ventilconvettivi.
Sono stati installati due chiller con condensazione ad aria, uno della potenza di 175 kW destinato alla climatizzazione e uno da 63 kW destinato al raffreddamento degli acceleratori.
L'acqua calda per il regime invernale è stata prelevata dal sistema di riscaldamento centralizzato della struttura sanitaria.
La centrale Trattamento aria ha una portata complessiva di 9200 mc/h ed è dotata di batteria calda, fredda, postiscaldamento e umidificazione a vapore.
La produzione del vapore è affidata a un produttore alimentato elettricamente.
Il sistema di distribuzione aeraulico è stato realizzato con condotte in alluminio/poliuretano/alluminio dello spessore di 20 mm per i tratti interni e dello spessore di 30 mm, con lamina sulle facce esposte dello spessore di 200 micron.
Alla diffusione dell'aria in ambiente provvedono diffusori anemostatici circolari a coni sporgenti regolabili.



La posa in opera del chiller

L'impianto idraulico in fase di realizzazione

Vista assonometrica dell'impianto aeraulico

Vista assonometrica dell'impianto aeraulico
Pianta dell'impianto aeraulico

lay out dell'impianto idraulico esterno

Lay out dell'impianto idraulico interno

Schema unifilare dell'impianto idraulico


giovedì 5 settembre 2013

La professionalità non abita qui

Mi è capitato di essere incaricato di verificare un impianto di climatizzazione in un edificio scolastico in un paese del Molise che non cito da una azienda di cui ometto il nome.
Lo stato dei fatti è quello che potete vedere nelle foto che allego: approssimazione, nessuna cura nel montaggio, disinteresse totale verso future operazioni di manutenzione, errori grossolani nella realizzazione.
Condotte con curve a spigolo vivo senza deflettori, cambi di sezione messi a casaccio, rinforzi montati secondo un criterio conosciuto soltanto a chi ha costruito le condotte, assenza di giunti antivibranti e così via.
Le condotte in pannello di per se sono una ottima scelta per la loro leggerezza, tenuta e isolamento; le progetto, le realizzo e le installo dal lontano 1989 e sempre di più capisco chi spesso mi dice:  “ le condotte in pannello, quelle di cartone appiccicate con lo scotch?”
La prova tangibile di come un buon prodotto possa essere “sputtanato” dalla approssimazione di qualcuno.
Le tubazioni erano previste in acciaio al carbonio unite mediante saldatura elettrica o ossiacetilenica e isolate con coppelle preformate in poliuretano.
Quello che è stato realizzato è davanti ai vostri occhi.
Ho provato qualche volta a elencare quali sono gli errori più comuni commessi nella progettazione e realizzazione degli impianti idraulici e aeraulici; bene, posso anche smettere, queste foto ne sono un buon compendio.
La cosa più incredibile?
L’impianto, una volte riparate le innumerevoli perdite e rabberciate alla meno peggio le pecche più evidenti è stato, con buona pace della professionalità, accettato e collaudato dall’ente appaltante.

Amen.














mercoledì 24 aprile 2013

PROGETTO IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DI AGENZIA BANCARIA

Progetto di impianto di climatizzazione e ricambio aria di una agenzia bancaria.
Pompa di calore aria/acqua con condensatore remoto; unità ventilconvettive di tipo "Cassette"; recuperatori di calore a flussi incrociati.








venerdì 8 luglio 2011

IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE: Errori più comuni nei sistemi di rinnovo dell’aria.

Gli impianti di climatizzazione prevedono sempre una circolazione di aria.
L’aria è un fluido dotato di massa, calore specifico, conduttività, qualità organolettiche ecc. e si comporta secondo le leggi della fluidodinamica.
Noi viviamo immersi nell’aria, la respiriamo e quindi tendiamo a considerarla “impalpabile”.
Questa “impalpabilità” comporta troppo spesso nella pratica impiantistica errori commessi per lo più da operatori improvvisati o scarsamente preparati.
Nessun “bricoleur” si sognerebbe di modificare o manomettere un impianto idraulico mentre in troppi pensano di poterlo fare impunemente con gli impianti aeraulici.
Quella che segue è una breve casistica, sicuramente non esaustiva degli errori più comuni riscontrati sugli impianti di ventilazione e ricambio dell’aria.

  • Inesistente o insufficiente reintegro dell'aria espulsa.
Quando si estrae aria da un ambiente – esempi più banali la ventolina dei bagni ciechi o la cappa della cucina quando questa espelle i fumi all'esterno -bisogna provvedere a un adeguato afflusso di aria di reintegro attraverso la realizzazione di opportune aperture o installando un ventilatore di immissione di portata pari a quello di estrazione.

A tutti sarà capitato in qualche albergo sentire un cambiamento di tono nel rumore prodotto dalla ventolina alla chiusura della porta del bagno; il cambiamento altro non è che il risultato del funzionamento “a vuoto” del ventilatore.

Nel caso, oltre ad avere una insufficiente o nulla estrazione si accorcia drasticamente la vita operativa del ventilatore.

Il reintegro dell'aria può risultare insufficiente anche per l'ostruzione totale o parziale delle prese d'aria e delle espulsioni all'esterno per il deposito nelle loro prossimità di materiali vari; molto spesso si trovano all'interno di cortili dove vengono stoccati materiali di tutti i tipi.

Un semplice pezzo di carta è sufficiente ad alterare in maniera sostanziale la dinamica di un impianto di ventilazione o climatizzazione.

  • Zone morte dovute alla errata collocazione delle immissioni e delle estrazioni.
L'aria è un fluido “pigro” che risponde come tutti i fluidi alla legge del minimo sforzo per cui la collocazione degli organi di immissione e estrazione dell'aria in ambiente devono essere posti in posizioni idonee perchè il fluido effettui una scansione quanto più ampia possibile dell'ambiente medesimo.

Il fenomeno della cortocircuitazione è la causa della maggior parte dei malfunzionamenti degli impianti di ventilazione e climatizzazione.

Esistono ovviamente anche altri motivi per cui la scansione avviene in maniera insoddisfacente; tra questi il fenomeno per cui masse d'aria a temperature molto diverse - e conseguenti diverse densità ( a volte sono sufficienti 10°C ) - tendono a scivolare una sull'altra senza mescolarsi.

Una bocchetta di mandata posizionata in modo non corretto creerà delle zone in cui la circolazione d'aria sarà nulla, le condizioni termoigrometriche richieste non saranno raggiunte e per la cui eliminazione i sistemi normalmente utilizzati (aumento della velocità di lancio, aumento della temperatura di immissione) sortiscono effetti nulli.
  • Immissione di aria contaminata in ambiente
L'aria di rinnovo deve essere prelevata in zone non interessate da gas di scarico o da inquinanti aerei provenienti da attività commerciali o industriali.
E' buona norma prelevare l'aria a una altezza di almeno 4 metri; gli idrocarburi incombusti e le polveri derivanti dal traffico di solito non raggiungono quella quota.

La raccomandazione può sembrare di assoluta banalità ma è sufficiente una passeggiata al centro per notare che una buona percentuale di esercizi commerciali disattende questa semplicissima regola di igiene.

  • Pulizia dei filtri
Tutti o quasi gli impianti di ventilazione e climatizzazione prevedono la presenza di filtri di varie classi di efficienza a seconda della destinazione d'uso degli ambienti serviti.

I filtri sono essenziali per mantenere livelli accettabili di qualità dell'aria e vanno puliti o sostituiti con assiduità secondo le prescrizioni del costruttore.

Il filtro di un comune climatizzatore split system andrebbe pulito con cadenza settimanale; l'operazione è effettuabile da chiunque e richiede pochissimi minuti.

E' capitato più e più volte di sentir parlare gli utenti di pulizia semestrale o annuale o addirittura di asportazione dei filtri.

Tutto il materiale che si deposita sui filtri evita di depositarsi nei polmoni di chi fruisce l'ambiente e sulle superfici dell'ambiente medesimo.

Un filtro sporco rappresenta una coltura batterica soprattutto in presenza di umidità.

Un filtro sporco altera le caratteristiche di funzionamento delle apparecchiature e soprattutto è costoso dal punto di vista energetico e quindi economico.

L'asportazione dei filtri riduce drasticamente la resa delle apparecchiature fino alla loro inutilizzabilità e aumentando in maniera esponenziale i costi di gestione.

martedì 14 giugno 2011

Le reti aerauliche

Definizione di Rete aeraulica

Schema aeraulico in reparto radioterapico
Negli impianti di climatizzazione si intende per “Rete aeraulica” un sistema di condotte a sezione rettangolare, circolare o ellittica che ha lo scopo di convogliare l’aria dal ventilatore dal quale prende il moto fino alle varie utenze; di aspirarla o estrarla dagli stessi per espellerla definitivamente o per ritrattarla parzialmente.
Questa definizione è valida sia per gli impianti aeraulici di tipo semplice, come ad esempio la ventilazione forzata di un singolo locale sia per quelli molto più complessi nei quali è necessario raggiungere delle condizioni imposte progettualmente.
Da ciò discende l’obbligo del controllo di tutti i parametri più importanti, quali: igienicità, temperatura, umidità relativa, purezza, velocità e sicurezza antincendio.
In generale gli impianti si compongono di una Unità di trattamento dell’aria dotata di uno o più ventilatori, di un sistema di distribuzione, di organi di diffusione, di sistemi di ripresa e/o di espulsione e di sistemi di controllo dei parametri.
Il trasporto dell’aria da un luogo all’altro ottenuto per mezzo di condotte viene definito Distribuzione dell’aria.
La distribuzione in un ambiente dell’aria immessa mediante opportune apparecchiature viene definita come “Diffusione dell’aria”.
L’aspirazione dell’aria da un ambiente mediante opportune apparecchiature viene definita “Estrazione dell’aria”.
Si definisce “Espulsione dell’aria  l’aria di aspirazione che non viene ricircolata ma immessa in atmosfera  con o senza trattamenti di filtrazione o di recupero del calore.
Si definisce “Ricircolo” l’aria aspirata che viene prelevata dall’ambiente e totalmente o parzialmente reimmessa nell’ambiente medesimo dopo dopo essere stata trattata da un sistema di climatizzazione e/o di recupero del calore.
Si definisce “Transito” l’aria che defluisce dall’ambiente per sovrappressione attraverso opportune apparecchiature.
Si definisce Rinnovo dell’aria l’aria prelevata all’esterno dei locali da climatizzare e immessa in ambiente con o senza subire un trattamento di filtrazione a monte o a valle della unità di trattamento dell’aria.
La determinazione della potenza termica o frigorifera dell’Unità di trattamento dell’aria viene definita in base al fabbisogno termico degli ambienti da climatizzare e tenuto conto delle espulsioni, dei rinnovi, delle dispersioni per apertura e chiusura porte ecc.
L’unità di trattamento è in genere dotata di un sistema di filtrazione di efficienza definita in base alla destinazione d’uso degli ambienti da climatizzare.
E’ altresì dotata di uno o più ventilatori di mandata la cui portata è definita dalla somma delle quantità di aria necessarie alla climatizzazione dei locali asserviti all’impianto.
Può essere anche dotata anche di ventilatori di ripresa e/o espulsione e di sistemi di recupero del calore espulso.
La distribuzione dell’aria avviene attraverso un sistema di condotte realizzate, per la maggior parte dei casi, in lamiera zincata o in pannello sandwich di alluminio.
Le condotte in lamiera zincata vengono isolate termicamente qualora la temperatura dell’aria trasportata sia inferiore alla temperatura di rugiada dell’aria ambiente; questo avviene nella quasi totalità dei casi degli impianti di condizionamento.
La diffusione dell’aria in ambiente avviene mediante bocchette di mandata o diffusori a seconda della portata di ogni singolo elemento, dal lancio, dalla altezza di installazione e della velocità finale.
Le bocchette di mandata sono generalmente dotate di doppio ordine di alette regolabili e di un sistema di parzializzazione dell’aria (serrandina di regolazione).
I diffusori possono essere circolari a coni fissi o regolabili, rettangolari, ad alette curve a una o più vie, lineari, a feritoia e così via.
Possono essere inoltre dotati di elementi filtranti.
A volte possono essere utilizzate bocchette di mandata pedonabili per la diffusione a pavimento.
L’aria viene in genere ripresa dall’ambiente per l’espulsione, il ricircolo o il rinnovo da bocchette a semplice ordine di alettatura fissa; a volte vengono utilizzati i cosiddetti diffusori a dislocamento.
Il transito si rende necessario quando l’organo di ripresa non è collocato all’interno del locale climatizzato ma in un ambiente confinante e avviene mediante bocchette con alettatura a taglio di luce e flusso deviato.
A volte viene lasciata una fessura di qualche centimetro al di sotto delle porte di accesso al locale.
Esistono diversi sistemi di calcolo e dimensionamento delle reti aerauliche.
I più comuni sono il metodo di calcolo a recupero di statica con o senza bilanciamento e quello a perdita di carico costante anche esso con o senza bilanciamento.